Eremo di San Michele
Un
comodo sentiero porta in circa 15 minuti sulla cima di un colle a nord-ovest di
Bominaco, dove fra le rocce, sotto una croce di legno, si apre un angusto
ingresso alla grotta. Stipiti ed architrave sono rozzamente realizzati,
certamente in contrasto con l’altare ben lavorato, che si appoggia sul lato
sinistro della grotta. L’accesso al luogo colpisce, poiché nella penombra
dell’ambiente risalta la pietra dorata dell’altare, illuminato dall’alto da un
grosso finestrone naturale. Lunga circa dodici metri e larga al massimo sei, la
grotta va restringendosi sul fondo ove termina con una cisterna ben intonacata.
Numerose vaschette sono presenti all’interno con lo scopo di raccogliere l’acqua
di stillicidio ed altre sono incavate prima e dopo l’ingresso con la funzione di
acquasantiere.
Poco oltre l’altare, sul pavimento a ciottoli, è posto l’elemento più
interessante del luogo di culto: una colonna liscia, posta fuori centro rispetto
al suo plinto rettangolare. Sulla colonna è poggiata una lastra quadrata, con
una epigrafe sulla faccia superiore.
Anche in questo santuario rupestre i fedeli vedono nelle forme della roccia il
passaggio del Santo, che vi ha lasciato le proprie impronte: in questo caso
addirittura sulla volta, sopra l’ingresso.